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FOCUS - gennaio 2017

Violazione della privacy: Jobs Act, Social e IoT

La recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove regole in merito al possibile controllo a distanza del lavoratore (vedi FOCUS di dicembre 2016) ha scatenato reazioni, positive e negative, a seconda dei punti di vista, da parte di tutti gli interessati, che intravedono la possibile violazione della privacy del lavoratore stesso.


Giusta preoccupazione.

Quello che è strano è che a fronte di una lecita e condivisibile preoccupazione per possibili intrusioni nel privato a causa della nuove regole, nessuno, o quasi, sembri preoccuparsi della quotidiana e strisciante violazione della nostra privacy da parte delle nuove tecnologie, noi conniventi.


Alcuni esempi.

Gli utenti dei social forniscono volontariamente dettagli della propria vita privata senza minimamente preoccuparsi di chi potrebbe appropriarsene e a che fini.
Recentemente, WhatsApp, la popolare app per inviare messaggi, ha annunciato che comincerà a condividere i dati e le informazioni sui suoi utenti con Facebook, la società che gestisce l’omonimo social network e che ha comprato WhatsApp nel febbraio 2014. E’ una questione importante, due società diverse si scambiano dati sensibili sui loro utenti per migliorare il loro servizio.
Nessuna reazione degna di nota dagli utenti ..
I dispositivi intelligenti che fanno parte del mondo degli IoT (Internet off Things) accumulano quotidianamente dati sulle nostre abitudini, pensiamo al semplice termoregolatore del nostro impianto di riscaldamento telecontrollato da apposita app sul nostro smartphone. Dopo pochi giorni di utilizzo saprà a che ora usciamo da casa ed a che ora rientriamo; il frigorifero intelligente che ci avvisa se il latte è finito ed eventualmente provvede ad ordinarlo, conoscerà le nostre abitudini alimentari.

Secondo due studi condotti da HP nel 2014 e 2015, il 70% dei dispositivi IOT in generale e il 100% dei dispositivi IOT per la sorveglianza dell’abitazione presenti sul mercato presentano vulnerabilità e gravi carenze sul piano della sicurezza e del rispetto delle regole sul trattamento dei dati.
In generale, le regole sulla protezione dei dati si applicano solamente ai dati personali cosiddetti sensibili, e non ai dati anonimi, in quanto solo i dati personali permettono l’identificazione dell’individuo e sono rilevanti per la normativa sulla privacy; nel caso dei dispositivi IoT le possibilità da parte dell’utente di rimanere anonimo sono azzerate, poiché la combinazione di dati provenienti da più dispositivi ne permettono la profilazione.

Antonello Soro, Presidente dell'Autorità per la protezione dei dati personali, ha rivelato “che le società del settore non hanno ancora posto sufficiente attenzione alla protezione dei dati personali, con il rischio, peraltro, di generare sfiducia nei consumatori. Alcune aziende, ad esempio, non si rendono conto che non solo il nome e il cognome, ma anche i dettagli sul consumo elettrico di una persona o i suoi stessi parametri vitali, sono dati personali da proteggere. Così come non è ancora sufficientemente garantita neppure la possibilità per i consumatori di cancellare i dati raccolti da questi dispositivi. Il Garante italiano, insieme alle altre Autorità del Global Privacy Enforcement Network, monitorerà con attenzione questi prodotti e servizi, al fine di verificare che la realizzazione di strumenti innovativi come elettrodomestici intelligenti, braccialetti per il controllo dei cicli del sonno o dell'indice glicemico, oppure le stesse automobili connesse a Internet, non avvenga a danno della riservatezza dei dati personali, spesso anche sensibili, degli utenti.”

Possiamo affermare che oggi l’informazione è automatica, tutto ciò che ci riguarda è fornito alla rete senza che noi ce ne accorgiamo ..

Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi a SAET Milano: info@saetmilano.it, tel. 02 2440294.

A cura di Riccardo Tonelli, Security Manager Consulente SAET Milano

SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto: V approfondimento

Approfondimento n. 5
a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano

 

9) Accertati che il progetto sia conforme alle tue esigenze
Un sistema denso di componenti, con sensori di vario tipo in ogni stanza e ad ogni angolo, potrebbe garantire un livello di sicurezza più basso di un impianto progettato e realizzato con il giusto impiego dei soli componenti indispensabili a raggiungere il corretto livello di sicurezza richiesto dalle mie esigenze.
Il professionista incaricato del progetto dovrebbe, per prima cosa, comprendere le vostre esigenze e rapportarle al contesto in cui si trova la proprietà da proteggere.
Ddiverso è proteggere una casa isolata nel mezzo del bosco, piuttosto che la medesima casa, ma collocata in una trafficata via della città.
Così come diverso è pensare ad un sistema dedicato alla protezione di un laboratorio di oreficeria, piuttosto che ad un impianto pensato per un appartamento in condominio.

10) Non farti incantare da un progetto “fantascientifico”
La tecnologia è entusiasmante, è molto facile lasciarsi trasportare da oggetti dalle mirabolanti prestazioni:
Ssiamo certi, ad esempio, che avere la segnalazione sul mio smartphone dell’intervento della mia centrale di allarme unitamente alle immagini in diretta della mia casa sia utile?
E’ sicuramente costoso.
Forse spendere quei soldi per migliorare veramente il livello di sicurezza del mio impianto sarebbe meglio, magari affidando il progetto e relativa esecuzione ad un professionista che garantisca che l'impianto intervenga solo e solamente quando necessario e non, come purtroppo spesso accade, ad ogni folata di vento o al passaggio del gatto del vicino.

Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi a SAET Milano: info@saetmilano.it, Via F. Petrarca n. 53 – Sesto S. Giovanni, tel. 02 2440294.

SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto: IV approfondimento

Approfondimento n. 4
a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano

7) Accertati che tutti i componenti siano certificati
Dizionario Treccani - definizione di “Qualità”: La totalità degli elementi e delle caratteristiche di un prodotto e/o servizio relativi alla capacità di soddisfare un determinato bisogno.
Più in particolare, il termine indica sia l’aderenza di un prodotto alle specifiche tecniche e funzioni, sia la sua rispondenza all’uso e la sua efficacia, con riferimento alle caratteristiche complessive del sistema produttivo integrato da fornitori e clienti, caratteristiche misurate globalmente attraverso interventi pianificati e quantificabili, che possono essere estesi a tutti i processi (aziendali ed esterni), al fine di realizzare un continuo miglioramento volto a soddisfare l’utente finale (attuale e futuro).
Stai facendo un investimento per la protezione della tua famiglia e dei tuoi beni, se vuoi che i tuoi soldi non siano spesi invano in un prodotto che non ti soddisferà e che ti procurerà solo problemi, devi pretendere che tutti i componenti dell’impianto e l’impianto stesso diano certificati.

8) Accertati che il sistema sia di semplice utilizzo
Tra le caratteristiche salienti di un sistema di sicurezza professionalmente progettato e realizzato, non può mancare la facilità d’uso, come si usa dire deve essere “frendly”.
Il suo inserimento deve richiedere solo una sola semplice operazione, così anche il suo disinserimento; lo stesso dicasi per la verifica sia in loco sia on line del suo stato.
Se le operazioni risultano essere così complesse da richiedere l’uso del libretto di istruzioni, il sistema non è correttamente progettato e realizzato.

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SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto: III approfondimento

Approfondimento n. 3

a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano


5. Non fidarti di un preventivo a prezzi stracciati

Nel corso degli ultimi anni i costi per la realizzazione di un impianto antintrusione/antifurto sono scesi sensibilmente, uno dei più cliccati siti di vendite on line di sistemi di allarme vanta prezzi inferiori a 400 €. Un sistema minimo di Sicurezza è costituito da una centrale, due sensori volumetrici, un sensore magnetico a doppio bilanciamento, una tastiera per inserimento/disinserimento, una sirena da esterno. Si devono aggiungere poi le necessarie ore di lavoro di due tecnici per l’installazione, il collaudo e le istruzioni all’utente.
Tutto ciò è possibile solo se le componenti dell’impianto sono di bassa qualità così come la professionalità degli addetti al montaggio.


6. Non fidarti di un preventivo a prezzi esagerati

Ti hanno presentato un preventivo molto alto e ti stanno spiegando le mirabolanti prestazioni del sistema proposto, capace di difenderti da qualsivoglia attacco da terra, dall’aria e dal mare?
Magari è proprio così, il sistema che ti propongono è in grado di difendere anche il caveau della Banca d’Italia, ma è questo che ti serve?
Tre sono le variabili che principalmente determinano il costo della protezione di un ambiente:
a. le sue dimensioni
b. il valore di ciò che devo proteggere
c. il contesto (luogo) in cui si trova.

Se devo proteggere la vita di persone in un paese in guerra, piuttosto che il tesoro della corona, mi aspetto che il relativo costo sia molto alto proporzionalmente alle difficoltà della realizzazione della protezione stessa.
Se devo proteggere la mia casa dai tentativi di furto durante la mia assenza, i problemi che deve affrontare il progettista e quindi il costo del sistema sono decisamente minori.


Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi a SAET Milano: info@saetmilano.it, Via F. Petrarca n. 53 – Sesto S. Giovanni, tel. 02 2440294.

SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto: II approfondimento

Approfondimento n. 2
a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano

 

3. Rivolgiti solo a professionisti del settore

L’aumento, negli ultimi anni, dei furti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali ha conseguentemente prodotto la diffusione dei sistemi di sicurezza antifurto ed antintrusione.
Ciò ha creato in noi una certa familiarità con questi sistemi ed impianti.
Dopo avere letto o ascoltato alcune succinte descrizioni del loro funzionamento, ci appaiono semplici, intuitivi e quindi di facile realizzazione, immaginando che la complessità sia solo nei componenti e nella loro costruzione; conseguentemente non ci meravigliamo se a proporci la realizzazione di un sistema di sicurezza sia un NON specialista del settore.
Ma se vi si guasta l’automobile la fareste riparare da un esperto in elettrodomestici o preferibilmente vi rivolgereste ad un meccanico qualificato?
Questo errore può compromettere la vostra sicurezza che verrà affidata ad un impianto dal funzionamento non garantito, situazione aggravata dal fatto che nel vostro impianto voi farete affidamento e sarà una fiducia mal riposta.

4. Se ti presentano un preventivo, ma non un progetto, lascia perdere
Pensi di dotarti di un sistema di sicurezza, ti informi in merito ai possibili fornitori ed infine chiami quello che ti sembra adeguato alle tue necessità.
Se ti chiedono una planimetria del sito per poter stilare un preventivo, senza fare un sopralluogo, ringrazia e cambia fornitore; se ti presentano un preventivo prima di presentarti un progetto, ringrazia e cambia fornitore.
Ogni sistema di sicurezza, dal più semplice al più complesso deve obbligatoriamente assolvere ad alcune regole inderogabili:
. ascoltare le esigenze del cliente
. eseguire un sopralluogo
. stendere il progetto ed illustrarlo al cliente
. stilare il preventivo e discuterlo con il cliente.

Il rispetto di questo semplice processo ti garantisce di essere in mano ad un professionista del settore, l’unico che potrà soddisfare le tue esigenze nel rispetto delle normative vigenti.

Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi a SAET Milano:
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SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto: I approfondimento

Approfondimento n. 1
a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano


1. Evita il fai da te

Un sistema di sicurezza è un oggetto semplice solo in apparenza, basato su tecnologie complesse che saranno efficaci solo se utilizzate nei modi corretti.
Come dice il proverbio “ofelè fa el to mesté” (traduzione per i non lombardi: pasticcere fai il tuo mestiere) .. lo si dice a chi si improvvisa esperto e cerca di fare ciò che non è esattamente in grado di svolgere, con esiti alquanto incerti.
La progettazione di un sistema di sicurezza richiede la conoscenza delle caratteristiche tecniche e di funzionamento della centrale e dei singoli componenti.
La disposizione “a naso” dei sensori è foriera di problemi che non sempre sono immediatamente rilevabili, si corre il rischio di avere un impianto che nel momento del bisogno non funzionerà, mentre siamo convinti del contrario.


2. Spendi bene i tuoi soldi

La pubblicità sui media relativa ai sistemi di sicurezza tende a privilegiare aspetti poco “professionali”, ma di facile impatto emotivo: la voce, l’immagine, il suono tutti trasmessi sul tuo smartphone in caso di allarme.
Servono davvero o sono sole scenograficamente accattivanti?
Ciò che deve fare un sistema di sicurezza, al di là di ogni interferenza esterna, di ogni attacco ostile, è garantire la vera rilevazione di un tentativo di intrusione, senza falsi allarmi che alla lunga provochino solo disturbo e senza dubbi sul funzionamento.
Caratteristiche queste di un impianto correttamente progettato e correttamente installato, come solo professionisti del settore possono garantire.


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SAET Consiglia - Le 10 Regole d'oro della Sicurezza

Il Decalogo per orientarsi nel mondo degli impianti di antifurto

a cura di Riccardo Tonelli, Security Specialist Consulente SAET Milano


Negli ultimi anni, gli atti criminosi verso i privati cittadini sono aumentati in maniera esponenziale.
Ecco cosa dice il CENSIS: “Sicurezza: aumento record dei furti in abitazione, sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni (+127%).
Svaligiata una casa ogni due minuti.
Asti, Pavia e Torino le province più colpite.
Fenomeno in forte crescita a Milano (+229% tra il 2004 e il 2013), Firenze (+177%), Roma (+120%) e Bologna (+104%)”.

La difesa personale è affidata al nostro buon senso e alle Forze dell’Ordine.
Con il buon senso cerchiamo di evitare le situazione maggiormente foriere di pericoli, e per il resto ci affidiamo alla vigilanza degli agenti preposti alla sicurezza del territorio.

Per la difesa dei nostri beni, invece?

E’ divenuto consigliabile, se non indispensabile, il ricorso all’installazione nella propria casa, ufficio o esercizio commerciale di efficaci ed efficienti sistemi di sicurezza.
Oggi il mercato ci propone una scelta pressoché infinita e diventa molto difficile scegliere con la certezza di non sbagliare.
Vi sono, però, delle semplici regole che SAET Milano vi propone e che permettono di non incorrere negli errori più gravi, quegli errori che rischiano di rendere nulla l’efficacia del nostro investimento.


LE 10 REGOLE D’ORO

  1. Evita il fai da te
  2. Spendi bene i tuoi soldi
  3. Rivolgiti solo a professionisti del settore
  4. Se ti presentano un preventivo, ma non un progetto, lascia perdere
  5. Non fidarti di un preventivo a prezzi stracciati
  6. Non fidarti di un preventivo a prezzi esagerati
  7. Accertati che tutti i componenti siano certificati
  8. Accertati che il sistema sia di semplice utilizzo
  9. Accertati che il progetto sia conforme alle tue esigenze
  10. Non farti incantare da un progetto “fantascientifico”.

Ogni mese, proporremo un approfondimento dettagliato di ogni punto.
Buona lettura!


Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi, fin da ora, a SAET Milano:
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FOCUS - dicembre 2016

Jobs Act - controllo a distanza: novità in stile gattopardesco

Lo scorso 17 settembre sul sito del Governo e successivamente il 23 settembre nel numero 221 della Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato ed è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 151, recante «Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014 n. 183».
In particolare, l’art. 23 modifica l’art 4 della legge n. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) con l’intento di modificare il divieto dei controlli a distanza in considerazione delle nuove tecnologie nel frattempo implementate.
In pratica, il vecchio art. 4 stabiliva il divieto assoluto di utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, con possibilità di deroga soltanto a condizione che il datore avesse osservato quanto ivi tassativamente previsto, in quanto era stabilito che gli impianti e le apparecchiature di controllo «che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori» potevano essere installati previo accordo con le Rappresentanze Sindacali presenti in Azienda.
La nuova norma prende solamente atto del progresso tecnologico intercorso dalla pubblicazione della precedente (45 anni) ed estende la regolamentazione ai sistemi di geolocalizzazione, ai PC, ai telefoni cellulari, ai SW di comunicazione, purché utilizzati “per rendere la prestazione lavorativa”.
Rimane, comunque, l’obbligo da parte del datore di lavoro di concordare l’installazione e l’utilizzo di detti sistemi con le Rappresentanze Sindacali o con l’autorizzazione del Ministero del Lavoro.

Dove sta la novità?

Per quanto riguarda le informazioni raccolte con le nuove tecnologie esse possono teoricamente venire utilizzate anche per i procedimenti disciplinari.
In teoria.
In pratica, negli accordi preliminari, detto utilizzo potrebbe essere negato ed in secondo luogo già ora il Garante della Privacy ed i Sindacati hanno sollevato pesanti obiezioni alla possibilità di controllo del lavoratore ed all’utilizzo dei dati raccolti.
Cgil parla di “colpo di mano” e promette battaglia, Cisl e Uil si oppongono, il Garante della Privacy ha scritto “la necessaria conformità del trattamento dei dati dei lavoratori al Codice privacy (prevista ma discendente dalla primazia del diritto europeo) consentirà l'applicazione di alcuni fondamentali principi (pertinenza, correttezza, non eccedenza del trattamento, divieto di profilazione), utili a impedire la sorveglianza massiva e totale del lavoratore. Tuttavia, una così rilevante estensione delle finalità per le quali utilizzare i dati dei lavoratori è un dato sul quale ci siamo sentiti in dovere di far riflettere le Camere e il governo”.

Facile prevedere l’apertura di contenzioso sindacale.


In conclusione, quanto stabilito dalle nuove norme sembrerebbe un modo “gattopardesco” per cambiare lasciando tutto come prima ..

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A cura di Riccardo Tonelli, Security Manager Consulente SAET Milano

FOCUS - novembre 2016

La Sicurezza nelle strutture ricettive

Nel numero di luglio di FOCUS abbiamo evidenziato come la Sicurezza oggi debba essere intesa come l’unione di due diverse discipline, Safety e Security, inglobate ed interconnesse in un’unica competenza.
Ciò è più che mai vero ed indispensabile nella gestione delle strutture ricettive: alberghi, villaggi, motel, B&B, residence, beauty farm, campeggi, parchi, esercizi commerciali comunque organizzati per fornire al pubblico alloggio, ristoro ed attività di ospitalità e ricreative in genere.
In queste attività è, oggi più che mai, necessaria una oculata gestione attraverso una pianificazione accurata dei costi di esercizio.
Mentre tutti, o quasi, i gestori sono attenti ai costi di esercizio, anche in proiezione futura, attraverso un businnes plan ed un conto economico, poca attenzione è posta ai “costi dell’insicurezza”.
Questi sono difficilmente prevedibili a priori, ma possono essere così gravosi da causare il fallimento dell’attività.
Pensiamo ai costi diretti causati da un grave incidente ad un ospite o ad un collaboratore, e a quelli indiretti come il danno all’immagine con conseguente perdita di credibilità e di clientela, oggi più che mai possibile attraverso la immediata risonanza dell’evento negativo sui canali social.

Come prevenire tutto ciò?

Nel panorama nazionale dei sistemi di sicurezza e prevenzione, SAET Milano rappresenta uno storico modello di riferimento sia nella produzione di apparecchiature che nella realizzazione di impianti di rivelazione e segnalazione.
Spesso nello stesso edificio coesistono sistemi differenti di sicurezza e automazione, ciascuno gestito tramite la propria specifica interfaccia utente. La duplicazione di hardware e software di interfaccia utente è causa di inevitabili inefficienze, dovute a sovrapposizioni funzionali e alla difficoltà di fruire dei vantaggi della tecnologia.
In alcuni casi si arriva al paradosso per cui le utenze stesse rinunciano a utilizzare i sistemi installati e, quindi, a fruire dei loro vantaggi a causa della complessità e dei costi di gestione.
In questo contesto si inserisce la “Building Integration Technologies” di SAET Milano , attraverso un Sistema Integrato per la Sicurezza e la Building Automation.
Questa soluzione prevede la supervisione degli impianti antintrusione, antincendio, controllo accessi e Building Automation attraverso il pacchetto di centralizzazione GEMSS come strumento di gestione unico, potente e intuitivo.
Attraverso PC, Tablet o Smartphone l’utente ha accesso, secondo le proprie specifiche abilitazioni, alle funzioni di supervisione e gestione.
Il sistema consente all’utente il monitoraggio costante in “real time” degli ambienti e delle utenze, siano esse relative alla Safety (rilevazione fumi, antincendio, spegnimento automatico) sia quelle appartenenti alla Security (allarme intrusione, controllo accessi, TVCC), permettendogli così interventi immediati in caso di incidente.
La gestione dei servizi di sicurezza e automazione dell’edificio richiede semplicità ed efficienza, SAET Milano offre la soluzione globale per la gestione integrata dell’edificio, con uno strumento adatto a diversi ambiti applicativi.


Ambiti di applicazione.

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A cura di Riccardo Tonelli, Security Manager Consulente SAET Milano

FOCUS - ottobre 2016

Il futuro inizia oggi

Focus - rassegna stampa

Nel numero di maggio di FOCUS abbiamo ipotizzato quello che potrebbe essere il futuro, più o meno lontano, della security.
Oggi, e nelle prossime uscite di FOCUS, entreremo nel dettaglio, senza voli pindarici e rimanendo aderenti alla realtà dei nostri giorni.

Useremo come spunto le ultime innovazioni di SAET Milano nel settore della security.

Tutte le più note società che operano nel settore genericamente definito “elettronica”, negli ultimi anni, hanno fortemente investito per lo sviluppo tecnologico dei propri prodotti, e chi non lo ha fatto (e si è così trovato ad arrancare perdendo colpi) si è premurato di acquisire competenze incorporando piccole e medie società ad alto contenuto innovativo.

Una delle ultime acquisizione ha visto come protagonisti Movidius, una società che produce chip per la visione artificiale impiegati nei droni e nei dispositivi intelligenti, acquisita da INTEL.

Una delle tecnologie emergenti è il cloud computing, ovvero il metodo di condivisione delle risorse non assegnate, ma condivise appunto con altri utenti, tramite un semplice browser.

Dipendiamo da Amazon, Microsoft e Google più di quanto possiamo immaginare.

Con la graduale transizione delle fondamenta di aziende e governi nel cloud, questi tre provider stanno diventando le fondamenta invisibili della vita di tutti i giorni.
La notizia che Amazon e Microsoft stanno scommettendo sulla gestione delle infrastrutture cruciali per la gestione dei futuri modelli di vetture con guida autonoma è un valido promemoria della crescente influenza di questi giganti del cloud in nuove direzioni.

Queste società si stanno preparando ad alimentare l’infrastruttura pubblica che gestirà il mondo.

 

Nel settore della sicurezza, settore nel quale SAET Milano è presente sin dal 1968, il Cloud è visto come una “Killer Application”, permettendo di coniugare brillantemente sicurezza ed economicità delle applicazioni.

L’utilizzo del CLOUD nelle applicazioni di sicurezza offre molteplici benefici:

  • del personale e strutture dedicate permettono soluzioni di sicurezza di maggior qualità rispetto a quelle consuete
  • migliori soluzioni per la business continuity e disaster recovery
  • maggiore efficienza ed efficacia nei processi di change management, patch management, hardening, incident management, security assessment e security testing
  • la sicurezza non viene valutata in astratto, ma in relazione alle soluzioni che i clienti avrebbero potuto realizzare al proprio interno con le risorse a loro disposizione
  • soluzioni molto più evolute rispetto a quelle implementabili dai CSC (Computer Software Code) su una molteplicità di realizzazioni di minori dimensioni.

SAET Milano e il Gruppo SAET, in collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella (centro di ricerca applicata e di innovazione focalizzato sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) ed appoggiandosi ai server di Amazon Web Services, hanno messo a punto sin dal 2010 la prima architettura SaaS (Software as a Service) a servizio del mercato civile e small business per il proprio sistema di sicurezza “FACILE” con l’applicazione cloud SAET­_FACILE_CLOUD.

Oggi SAET Milano mette a disposizione del mercato Building &Industrial la prima architettura SaaS con il sistema SAET HI CLOUD.

Il sistema risolve in modo radicale il problema dell’autenticazione forte che prevede diversi metodi di autenticazione per l’utente, tramite:

  • qualcosa che SA (password, PIN, codice segreto)
  • qualcosa che HA -e non è agevolmente replicabile (token hardware, tessera, kit di firma digitale)
  • qualcosa che E’ – ein cui è unico e riconoscibile secondo le conoscenze in un dato momento (biometria).

Per qualunque approfondimento è possibile rivolgersi a SAET Milano, info@saetmilano.it, tel. 02 2440294.

A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - settembre 2016

Senza fili, senza problemi

Recentemente, la rivista Neuron ha pubblicato uno studio dei ricercatori della Brown University del Rodhe Island, coordinati da David Borton e Ming Yin, relativo ad un sensore wireless, senza fili, che consente di rilevare l’attività cerebrale con soggetti in movimento.
In futuro, il sistema composto da due elementi, un trasmettitore di soli 5 centimetri e pesante 46,1 grammi, e un ricevitore a quattro antenne simile ai router wi-fi casalinghi, potrà essere di aiuto alle persone disabili per trasmettere comandi ad ausili robotici (ad esempio, un braccio robotico controllato da un’interfaccia consentirebbe ai pazienti paralizzati di nutrirsi; un trasmettitore wireless potrebbe offrire alle persone paralizzate un sistema pratico per controllare computer o carrozzine elettriche con il pensiero ).
Anche se nata recentemente, nel 1999 nasceva ufficialmente la tecnologia Wi-Fi, declinata nel protocollo allora vigente, lo IEEE 802.11b:
In sedici anni questa tecnologia ha fatto passi da gigante ed oggi è il modo più diffuso per connettere i nostri dispositivi (smartphone, tablet, PC e molto altro) alla rete internet.
Secondo una recente indagine di Cisco (una delle compagnie che hanno maggiormente contribuito all’espansione di questo standard di trasmissione), entro il 2018 la maggior parte del traffico dati generato da dispositivi mobili sarà veicolato tramite Wi-Fi. Si parla di circa 17,3 exabyte al mese (vedi tabella).

 

La medesima tecnologia Wi-Fi è oggi applicata anche nella sicurezza per la realizzazione di sistema antintrusione altamente sofisticati e ad alta affidabilità.
L’utilizzo di doppia frequenza e di sistemi anti jamming ed anti saturazione garantisce un ottimo livello di sicurezza, unito alla semplicità di installazione.
In alcuni casi (dimore storiche, zone appena ristrutturate o nuove ecc.) il sistema Wi-Fi permette di installare un valido sistema antintrusione senza compromettere l’integrità della struttura e senza un impatto estetico importante.
Una curiosità, una leggenda condivisa da molti, narra che Wi-Fi rappresenti l'acronimo di "Wireless Fidelity", così come Hi-Fi rappresenti l'acronimo di "High Fidelity".
La stessa Wi-Fi Alliance (nonprofit international association formed in 1999 to certify interoperability of wireless Local Area Network products based on IEEE) ha indicato in alcuni documenti ufficiali il termine come acronimo di "Wireless Fidelity".
Secondo quanto dichiarato da Phil Belanger, cofondatore della Wi-Fi Alliance, il termine Wi-Fi non ha alcun significato ma semplicemente rappresenta il marchio commerciale utilizzato per indicare la famiglia di protocolli IEEE 802.11.
Il nome venne utilizzato per la prima volta nel 1999, e venne ideato dall'azienda di consulenza Iterbrand.



A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - agosto 2016

Il futuro della sicurezza - La sicurezza del futuro

Attualmente nel mondo sono in corso guerre, più o meno dichiarate, per un totale di 67 Stati interessati, e con il coinvolgimento di 715 milizie-guerriglieri e gruppi terroristi-separatisti-anarchici
(fonte: www.guerrenelmondo.it).



AFRICA: 29 Stati e 209 gruppi combattenti
ASIA: 16 Stati e 165 gruppi combattenti
EUROPA: 9 Stati e 80 gruppi combattenti
MEDIO ORIENTE: 7 Stati e 236 gruppi combattenti
AMERICHE: 5 Stati e 25 gruppi combattenti.


Quanto sopra è la causa primaria dell’enorme flusso migratorio di popolazioni in fuga dalla guerra e/o da una situazione di disagio socio-economico intollerabile.
Purtroppo il flusso migratorio porta con sè anche chi invece vuole esportare verso altri paesi il proprio conflitto, o chi vuole approfittare della situazione per trovare pascoli più ricchi per i propri crimini.
Il CENSIS - Sicurezza: aumento record dei furti in abitazione, sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni (+127%) - Svaligiata una casa ogni due minuti.
Asti, Pavia e Torino le province più colpite.
Fenomeno in forte crescita a Milano (+229% tra il 2004 e il 2013), Firenze (+177%), Roma (+120%) e Bologna (+104%).

Come difenderci?

Un grande aiuto alla nostra sicurezza può essere fornito dalla tecnologia: audio e video analisi, riconoscimento biometrico, motion detection, social network analysis, text mining, un ampio panorama di tecnologie al servizio delle persone e della società.
Le tecnologie per un controllo globale del territorio sono già pronte e collaudate, occorre ora la volontà delle istituzioni, in collaborazione con i privati, per la messa in opera di quanto necessario.
I sistemi di TVCC ed audio ad alta definizione, dotati di sistemi di riconoscimento biometrico e di video analisi, saranno diffusi su tutto il territorio ed interfacciati a sistemi di elaborazione in tempo reale; sarà così possibile il tracciamento di veicoli e persone sospette e/o ricercate allo scopo di prevenire possibili atti delinquenziali.
I sistemi video-intelligenti a presidio dei luoghi sensibili permetteranno l’analisi comportamentale in tempo reale così da prevenire possibili attentati ed atti di terrorismo, mentre agenti robotizzati in continuo contatti con i database delle Forze dell’Ordine pattuglieranno le strade 24h.

Anche i sistemi di protezione per i privati si evolveranno di pari passo, già oggi è possibile dotare la propria casa, la propria azienda o il proprio esercizio commerciale con sistemi di allarme, integrati con sistemi video, altamente sofisticati ed inviolabili, interconnessi con il proprio PC, Tablet o Smartphone.
Una nuova generazione di sistemi di difesa ed allarme personale ad attivazione automatica in caso di scippo, rapina e furto di oggetti, permetteranno l’inoltro di richieste di intervento di emergenza, anche per problemi medici o di soccorso meccanico.
Il mondo che ci aspetta non è purtroppo quello che ognuno di noi vorrebbe, ma la diffusione di massa dei dispositivi mobili di comunicazione unita alla loro evoluzione tecnologica, oltre che permetterci l’interazione in tempo reale con il mondo, saranno un valido aiuto per la nostra sicurezza.

A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - luglio 2016

Sicurezza: un problema a due facce

“La Sicurezza è un processo, non un prodotto”, Bruce Schneier (1)


Problema principe per le aziende nell’era della globalizzazione: la competitività.
Caposaldo della competitività, l’organizzazione, e, all’interno di questa, il modello organizzativo della Sicurezza intesa come Safety + Security, oggi più che mai fortemente interconnesse.
Organizzare la Sicurezza significa raggiungere elevati standard di qualità nel rispetto dell’incolumità dei collaboratori e nella salvaguardia dei beni e delle informazioni aziendali.
Per fare ciò occorre che i responsabili di Safety e Security lavorino di comune accordo per uniformare i progetti, il modo di realizzazione degli stessi e la loro manutenzione.
La sicurezza non deve più vista divisa in due settori ognuno dei quali teso verso un fine di propria ed esclusiva competenza, bensì come un processo comune volto all’attuazione delle strategie, delle politiche e dei piani operativi necessari alla creazione del valore dell’impresa ed alla prevenzione degli eventi che possono colpire le risorse materiali ed umane che compongono il valore globale dell’azienda stessa.

I singoli sistemi aziendali che sovraintendono alla Safety ed alla Security devono integrarsi in un unico macro sistema in grado di gestire contemporaneamente le due discipline.
Di conseguenza, la obbligatoria attività di formazione degli addetti non può essere divisa in due parti distinte da somministrasi a personale diverso per competenza ed appartenenza.

Gli addetti alla Safety dovranno essere informati e preparati ad affrontare problemi connessi alla Security e viceversa.
I programmi di formazione devono essere rivisitati e integrati in modo da fornire informazione e formazione riguardanti:

  • Analisi del rischio globale (Safety e Security);
  • Individuazione delle necessarie misure di prevenzione (Safety e Security);
  • Progettazione delle necessarie misure di Sicurezza (Safety e Security).

(1) Bruce Schneier (New York, 15 gennaio 1963) è considerato uno tra i maggiori esperti mondiali nel campo della sicurezza e della crittografia, è il fondatore della Counterpane Internet Security una società leader nel campo del monitoraggio della sicurezza.
E’ autore di numerosi libri, tra cui ricordiamo: Digital Security in a Networked World, John Wiley & Sons, 2000 - Practical Cryptography, John Wiley & Sons, 2003 - Cryptography Engineering, John Wiley & Sons, 2010 - Liars and Outliers: Enabling the Trust that Society Needs to Thrive, John Wiley & Sons, 2012.


A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - giugno 2016

La sicurezza "matematica"

Nel romanzo “Rapporto di minoranza”, lo scrittore statunitense Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) ipotizza che in futuro l'umanità abbia completamente eliminato gli omicidi e la maggior parte delle azioni criminali grazie all'istituzione della polizia Precrimine, che utilizza veggenti in grado di prevedere il futuro, i precog (abbreviazione di precognitivi), per sventare i crimini prima che questi possano essere commessi.
Non siamo ancora in grado di prevedere i crimini, però oggi un algoritmo matematico ci permette di prevedere con ragionevole approssimazione dove e quando è probabile che avvengano.
Matematica, statistica, sociologia, criminologia si sono alleate nella produzione di previsioni di rischio-criminalità associate ad aree geografiche definite.
Ciò permette di mettere in campo strategie mirate di prevenzione.
I centri di ricerca “Transcrime” dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università di Trento sono all’avanguardia in questi studi e le loro previsioni hanno trovato riscontro sul campo con una accuratezza di quasi il 50% nelle città di Milano, Roma e Bari (dati del 2014).
In alcuni paesi, Regno Unito e Stati Uniti, la “predictive policing” ha permesso la riduzione dei crimini di più del 25%.
Negli Stati Uniti programmi di “controllo del vicinato” (“neighborhood watch”) ha fatto calare i comportamenti criminali di un ulteriore 26%. Come afferma il Prof. Marco Dugato, Docente di Statistica della Criminalità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Ricercatore del centro TRANSCRIME dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’Università degli studi di Trento:
“Questa teoria criminologica si basa sul semplice postulato secondo il quale un crimine può avvenire se e solo se vi è una compresenza, in un determinato luogo e tempo, tra un autore di reato motivato, un target disponibile e l’assenza di un controllore capace. L’obiettivo di politiche di prevenzione efficaci dovrebbe quindi essere la riduzione delle opportunità criminali in un’area, rendendo meno accessibili e disponibili i target o rinforzando le modalità di controllo. In quest’ottica i programmi di controllo di vicinato sono sviluppati per aumentare la sensibilità dei residenti in un’area su uno specifico problema e invogliarli a “tenere sott’occhio” quello che avviene non solo nelle loro proprietà ma anche nei dintorni. Il fine è quello di incrementare il controllo informale nella zona riducendo conseguentemente le opportunità criminali.”
Concludendo, dobbiamo fare in modo di divenire i principali attori della nostra sicurezza, con il nostro comportamento e tramite semplici accorgimenti che permettano di elevare il grado di sicurezza del nostro ambiente.
Per scoraggiare il delinquente può essere sufficiente una diversa illuminazione, un infisso blindato, un impianto di allarme collegato alle Forze dell’Ordine.


A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

 

FOCUS - maggio 2016

Sviluppo tecnologico - Il futuro della Security

A L’Aia nei Paesi Bassi, dal I al 3 aprile 2016, si è tenuto il 13° ASIS European Security Conference & Exhibition.
Leggiamo da SNews del 5 aprile u.s. le conclusioni:
. “L’esigenza di sistemi integrati interoperabili diverrà evidente….
. L’utilizzo di applicazioni di video analytics aumenterà….
. La sicurezza fisica e quella basata su IP convergeranno in molteplici sistemi di safety e security controllati da una console di gestione centralizzata…..
. I sistemi tradizionali dovranno essere integrati in quelli nuovi e i clienti cercheranno vendor in grado di offrire supporto globale, esperienza nella gestione dei progetti ed elevati livelli di servizio e training post vendita…..
. Per proteggere i dati sensibili, le aziende dovranno implementare robuste soluzioni di sicurezza fisica - integrate con quelli di IT …..
. Il crimine organizzato continuerà a rappresentare una delle minacce principali a tutti i livelli della supply chain….
. Il passaggio da tecnologie analogiche a digitali continuerà spedito…..

Tutto vero, tutto logico ma … tutto scontato e nulla di veramente “nuovo”.
Una domanda: tra venti o trent’anni come saranno i sistemi di sicurezza?
Basandoci sugli sviluppi tecnologici degli ultimi anni, possiamo ragionevolmente immaginare che i classici sistemi TVCC saranno sostituiti dai DRONI muniti di telecamere e di controllo automatico del percorso, in collegamento continuo con un sistema di supervisione capace di elaborare in tempo reale le immagini.
Qui http://www.magenta.be/wp-content/uploads/top-droneshots.jpg si può vedere il drone costruito dalla DJI Technology Co. in servizio a Shenzhen, south China’s Guangdong.

Ma anche in Italia sono iniziate le prime sperimentazioni sin dal 2014.
Gli impianti di antintrusione saranno realizzati tramite l’impiego di robot in sostituzione delle Guardie di Sicurezza, capaci di interagire con le persone ed in costante collegamento con le Forze dell’Ordine.

Qui http://mikeshouts.com/wp-content/uploads/2014/11/Knightscope-K5-Autonomous-Security-Robot-image-2.jpg si può vedere un progetto del MIT del 2014 (The K5 security robot); lo stesso è stato usato come addetto alla Reception presso gli Uffici della Microsoft di San Francisco, (http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2014/11/19/234E53B300000578-2841427-The_robots_are_currently_being_trialled_by_Microsoft_at_its_San_-11_1416427978921.jpg) è il futuro del controllo accessi in quanto il robot è in grado di riconoscere il volto delle persone.

Il tutto naturalmente interconnesso con il nostro futuro smartphone ..

 

A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - aprile 2016

IoT e i sistemi di sicurezza - Vantaggi e problemi

Big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine, cloud computing, machine learning, da qualche tempo questi termini sono diventati di uso comune, significa che il mondo che ci circonda sta cambiando rapidamente e … subdolamente.

E’ forse iniziata la rivolta delle macchine capitanate da HAL 9000?
I peggiori incubi della fantascienza si stanno avverando così come ipotizzato sin dal 1920 dal drammaturgo ceco Karel Čapek nel dramma R.U.R. (sigla di Rossumovi univerzální roboti dalla parola ceca robota = schiavitù)?

Niente di tutto questo (per ora).

Semplicemente, le innovazioni tecnologiche stanno permeando la nostra quotidianità, dallo smartphone che impara a che ora ci dobbiamo svegliare e quale strada facciamo per recarci al lavoro, al forno che si autoimposta in base al cibo da cuocere, al frigorifero che ci avvisa se manca il latte ed eventualmente lo acquista.


E i sistemi di sicurezza diventeranno anch’essi “smart”?
In parte già lo sono, i sistemi WiFi (senza fili) si autoconfigurano collegandosi ai sensori in campo.
Ma questo è solo l’inizio.
In un prossimo futuro i sistemi di controllo accessi e di allarme intrusione saranno in grado di riconoscere automaticamente, dopo una breve sessione di machine learning, chi può accedere e chi deve essere considerato un “visitatore” e se ben intenzionato (nel qual caso verremo avvisati della sua presenza) o male intenzionato (nel qual caso della sua presenza verranno informate le Forze dell’Ordine): il tutto automaticamente senza l’intervento dell’uomo

Capacità di calcolo autonome e connettività trovano applicazione in ogni settore di attività, automobilistico con le Internet-connected cars, robot industriali, apparecchiature medicali con sistemi di wearable health smart grids, appliance intelligenti per la casa, il fitness, il tempo libero.

E’ facile dedurre che le conseguenze a livello di sicurezza stanno assumendo un'importanza sempre più cruciale.

Guardando a questi interessanti e nuovi prodotti sorge un dubbio: non ci stiamo preoccupando troppo poco delle conseguenze collegate alla privacy ed alla security delle persone?
In futuro, dalla raccolta di informazioni abbinata ai prodotti industriali sarà possibile erogare diversamente i servizi ai clienti, ad esempio pianificando interventi di manutenzione proattiva, basati sull’analisi dell’effettivo utilizzo dei sistemi, ciò potrebbe però portare alla violazione della privacy.
Quale sarà l’utilizzo di questi dati, se saranno rivenduti a terze parti, quale sarà l’attenzione delle diverse parti agli aspetti legati alla privacy?
Il pericolo che degli hacker “entrino” sfruttando connessioni non sicure e possano governare i device (ad esempio i movimenti di una connected car) sono reali.

A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

FOCUS - marzo 2016

La progettazione, questa sconosciuta

Carlo Lombardo, famoso compositore e librettista, sarebbe contento di sapere che il titolo della sua operetta è divenuto lo stato di fatto nelle nostre città, anche se a suonare non sono campanelli ma sirene, sirene di allarme degli impianti antintrusione.

Purtroppo le nostre città sono diventate “il paese dei campanelli” a causa degli impianti di allarme che intervengono a sproposito rilevando intrusioni inesistenti.
Visti i tempi nei quali viviamo, è normale che gli impianti di sicurezza proliferino, meno normale che, nonostante il costante progredire della tecnologia, essi siano sempre meno performanti.

Sino a qualche anno fa questi sistemi erano forniti ed installati solo da aziende specializzate, erano mediamente costosi e funzionavano egregiamente.
Oggi in qualsivoglia rivenditore di hobbistica e “fai da te” si trovano componenti e relative istruzioni di montaggio per costruirsi in proprio l’impianto di allarme: veri e propri generatori di allarmi, non importa se veri o falsi.
Più o meno analogo risultato se il fornitore è un artigiano con poca o nulla esperienza nel settore, che si limita ad installare le componenti seguendo il libretto di istruzioni.
In ambedue i casi si è però ottimizzato il costo, sceso a livelli così bassi da darci grande soddisfazione.


Riflettendo sorge però un dubbio: a che serve un impianto che non ci protegge, ma anzi si rivela dannoso poiché genera un falso senso di sicurezza?
Senso di sicurezza che, fra parentesi, ci induce a prendere meno precauzioni.
Solo un professionista può eseguire la indispensabile analisi del sito e del contesto propedeutico alla stesura di un progetto che permetterà poi di installare un sistema perfettamente funzionante, affidabile e conforme alla normativa vigente.
Solo un progettista può eseguire le necessarie ispezioni e sopralluoghi atti ad individuare il miglior sistema di sicurezza con il miglior rapporto costo\beneficio, un sistema del quale fidarsi e che ci proteggerà veramente.


A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

 

FOCUS – febbraio 2016

La sicurezza condivisa e partecipata

“Mala tempora currunt sed peiora parantur” diceva Marco Tullio Cicerone, senatore romano, grande oratore e fustigatore dei costumi del suo tempo, sostenitore della forza del diritto sulla prepotenza.
Uomo di buon senso e refrattario agli eccessi; aveva ragione, infatti, fu prima esiliato e poi assassinato.

Nella situazione geopolitica attuale possiamo ben far nostro il detto ciceroniano, ma dopo cosa siamo disposti a fare per garantire la nostra sicurezza?
Lamentarci?
Invocare l’intervento delle autorità?
In poche parole, incaricare altri della nostra sicurezza?
Ad ogni nuovo evento delittuoso si alza il coro dei richiedenti nuove leggi (non ne avessimo già abbastanza!), ma non è con le leggi che si migliora la sicurezza, né con i lamenti.
La nostra sicurezza dipende in gran parte da noi, niente e nessuno ha così tanti occhi governati da così tante menti capaci di analisi accurate e precise, non tutte le forze di polizia (310.00 addetti) non tutte le telecamere (circa 2 milioni). Noi siamo 61 milioni di cui 52 milioni sopra i quindici anni, e siamo presenti in ogni luogo in ogni istante con una capillarità che niente potrà mai eguagliare.
Dobbiamo, però, esercitarci.
Tutti sono capaci di guardare, non tutti di vedere.
Guardare e vedere significa effettuare il controllo del territorio, prima regola base della sicurezza.
Ma ancora non basta, dopo aver visto e capito dobbiamo essere consapevoli che è nostro dovere allertare, informare, evidenziare presso le competenti autorità ciò che, secondo noi, non rientra nei canoni del vivere civile.
Dobbiamo far crescere in noi il senso civico, la coscienza del nostro dovere e della nostra responsabilità nei confronti della comunità; perché essa è la nostra comunità e non di altri e noi da essa abbiamo il diritto di essere difesi ed il dovere di difenderla.
La sicurezza di un territorio è legata alla vitalità dei quartieri; “l’occhio sulla strada” da parte degli abitanti è il primo elemento che garantisce sicurezza, la sicurezza urbana dipende molto dal grado di identificazione dei cittadini con il territorio.
Il sentimento di appartenenza all’ambiente di vita, infatti, incentiva comportamenti di protezione dello stesso.

 

La collaborazione tra il cittadino e le Forze dell’Ordine deve essere perseguita da tutti noi come il miglior modo per essere attori del Sistema Sicurezza della nostra città, del nostro Paese.
Dobbiamo smetterla con il mugugno sterile, la “maggioranza silenziosa” è ora che cominci a parlare e ad agire; stare in silenzio e recriminare a porte chiuse non serve a nulla; usciamo, andiamo per le strade, confrontiamoci, discutiamo, collaboriamo con chi si prende cura della nostra sicurezza.

 

Così e solo così avremo la speranza di poter vincere contro chi ci vorrebbe tremebondi ed asserragliati nel nostro rifugio, e comunque avremo la certezza di avere fatto il possibile.

A cura di Riccardo Tonelli – Security Manager Partner SAET Milano

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