Istituto Italiano Privacy : è urgente introdurre il responsabile protezione dati per enti e aziende

MILANO – Il presidente dell'Istituto Italiano Privacy, Luca Bolognini, ritiene che sia “insensato” attendere il regolamento UE per introdurre la figura del responsabile protezione dati per enti e aziende. “E' necessaria una legge per introdurre questa figura professionale” - ha affermato nel corso del convegno sulla figura del Responsabile della Protezione dei Dati, o Privacy Officer, nel prossimo Regolamento Ue. “La privacy dei cittadini - ha detto - è sempre più a rischio (…), L'impasse politica a Bruxelles ne impedisce l'approvazione in tempi ragionevoli e comunque passeranno almeno due anni dalla sua entrata in vigore perché possa essere applicato. Va previsto anche in Italia, da subito, il responsabile della protezione dei dati per enti pubblici e imprese che fanno trattamenti rischiosi”. Gli esperti dell'Istituto hanno già prodotto una bozza di emendamento al Codice Privacy che, ricorda Bolognini, si spera possa essere trasformata in legge. In alternativa, viene chiesto all'Autorità Garante di prendere in considerazione la possibilità che tale figura sia prevista in un Provvedimento generale, come in passato è accaduto per gli amministratori di sistema. Oppure si può ipotizzare un approccio di soft-regulation. “Si tratterebbe di un passo fondamentale – ha concluso Bolognini - per indurre imprese ed enti pubblici, che come sappiamo faticano a darsi una linea nella protezione dei dati di cittadini e clienti/utenti, a rispettare i nostri diritti e la nostra privacy sempre più”. www.istitutoitalianoprivacy.it

 

A cura della redazione di www.secsolution.it

Crescono nel 2014 le sanzioni applicate dal Garante privacy

20/04/2015

ROMA – Ammontano a 5 milioni di euro le sanzioni applicate dal Garante privacy e riscosse dall'erario nell'anno 2014. Rispetto al 2013, circa il 20% in più.

Le violazioni della privacy sono state la ragione prevalente delle sanzioni, applicate a pubbliche amministrazioni e società private. Altre ragioni: non sono state adottate le misure di sicurezza richieste, è stata omessa o era carente l'informativa, è stato fatto un uso illecito di dati personali. Le Unità speciali della Guardia di finanza-Nucleo speciale privacy, hanno effettuato ispezioni  in aree molto diverse, da laboratori di analisi a società farmaceutiche, app mediche, a società che gestiscono i sistemi di mobile payment, fino a importanti gruppi di intermediazione immobiliare, operatori telefonici e call center. Le segnalazioni inviate dal Garante all'autorità giudiziaria hanno riguardato in particolare la mancata adozione delle misure minime di sicurezza e le violazioni legate al controllo a distanza dei lavoratori.

É stato varato anche il piano ispettivo per il primo semestre del 2015 

www.garanteprivacy.it

 

A cura della redazione di www.secsolution.it

Regione Lombardia: contributi per investimenti per l’incremento della sicurezza delle imprese commerciali

11/12/2014

Regione Lombardia promuove la realizzazione di investimenti innovativi per la sicurezza e la prevenzione di furti, rapine ed atti vandalici, finalizzata a proteggere sia le micro e piccole imprese commerciali che i consumatori, dai fattori di rischio registratisi negli esercizi di vicinato, anche a seguito del perdurare della crisi economica e dell’acuirsi dei disagi sociali e della microcriminalità.

Beneficiari
Micro, piccole e medie imprese con sede in Lombardia che svolgono un’attività classificata con i codici ATECO 2007:
1) Categorie a rischio maggiore
G.46.48 Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria
G.47.26 Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati
G.47.30 Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
G.47.73 Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati
G.47.75 Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
G.47.77 Commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria in esercizi specializzati

2) Altre categorie di rischio
G.47.42 Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati
G.47.71 Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati
G.47.72 Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati
I.56.10.11 Ristorazione con somministrazione
I.56.30 Bar e altri esercizi simili senza cucina

Spese ammissibili
    sistemi di video-allarme antirapina
    sistemi di video-sorveglianza a circuito chiuso e sistemi antintrusione con allarme acustico
    casseforti
    sistemi antitaccheggio
    serrande e saracinesche
    vetrine antisfondamento
    sistemi biometrici
    telecamere termiche
    sistemi di pagamento elettronici
    POS e carte di credito
    Contactless
    Phone payment
    sistemi di rilevazione delle banconote false
    dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna esterna
    casseforti e blindature antiesplosione
    automazione nella gestione delle chiavi
    interventi di edilizia o adeguamento impianti elettrici nel limite del 30% della somma delle voci di spesa comprese da A a M.

Le spese devono essere sostenute a partire dal 10 ottobre 2014 fino al 15 maggio 2015.

Agevolazione
Il contributo, a fondo perduto, è pari al 50% delle spese ammissibili con un massimale di 5.000,00 euro per le imprese rientranti nella categoria di rischio maggiore e di 2.500,00 euro per le imprese rientranti nelle altre categorie di rischio.

Termini di presentazione della domanda
Per partecipare al bando, l’impresa dovrà compilare il modulo di prenotazione che sarà reso disponibile dal 15 dicembre 2014. 
A partire dal 15 gennaio 2015 le imprese dovranno perfezionare la presentazione della domanda secondo le modalità di invio indicate nel bando.

a cura di WFA Finanza Agevolata

Nasce il gigante dell'advertising immobiliare: Zillow compra Trulia per 3,5 miliardi di dollari

10/11/2014

Zillow compra Trulia per 3,5 miliardi di dollari. Nasce così il gigante dell'advertising immobiliare. Il più grande portale web americano di annunci immobiliari, secondo quanto riporta Bloomberg, starebbe per concludere l'acquisizione del noto competitor con sede a San Francisco: i due dei siti internet forniscono informazioni sul mercato globale delle compravendite e guadagnano denaro ospitando spazi pubblicitari e dando agli immobiliaristi più visibilità ai loro nnunci. È come se in Italia Immobiliare.it e Casa.it decidessero di unire le forze.
La notizia riaccende il fermento nel settore immobiliare. Gli azionisti di Trulia riceveranno 0,444 azioni Zillow per ogni titolo Trulia. In pratica, Zillow offre 70,53 dollari per ogni azione Trulia, o il 25% sopra il prezzo di chiusura del 25 luglio scorso a 56,35 dollari. Gli azionisti di Zillow controlleranno due terzi della società combinata mentre quelli Trulia avranno un terzo.
Le due società di advertising immobiliare - che hanno debuttato in borsa rispettivamente nel 2011 e nel 2012 - si preparano così a catturare una quota maggiore del mercato pubblicitario online dedicato al settore del real estate, in un momento in cui la ricerca di casa passa dal web e sempre più agenti immobiliari investono di più nella Rete.
Gli altri concorrenti internazionali delle due aziende sono Move (+5,8%) e Redfin Corp, appoggiata da società di venture capital tra cui Greylock Partners. Il matrimonio tra i due portali web ha particolarmente senso oggi, visto che i due modelli di business online sono praticamente identici e le sinergie potrebbero aprire la strada a formule più redditizie per entrambe le società.
La strategia è la stessa adottata da numerosi marchi che lavorano sul web e punta a creare un colosso della comunicazione immobiliare. Negli Usa si stima una spesa totale in advertising immobiliare pari a 12 miliardi di dollari l'anno. E Zillow e Trulia, insieme, detengono attualmente almeno il 4% del mercato.
L'accordo costituisce la più grande acquisizione mai realizzata da Zillow: la società con sede a Seattle, sotto il timone del ceo Spencer Rascoff, ha comprato il sito web immobiliare Streeteasy.com per 50 milioni di dollari l'anno scorso e il portale per la ricerca di appartamenti di HotPads per 16 milioni nel 2012. All'inizio di questo mese, Zillow acquistato Retsly Software, una società immobiliare con sede a Vancouver.
Il fatturato annuo di Zillow si prevede possa raggiungere circa i 311 milioni di dollari quest'anno, con un incremento di circa il 58 per cento rispetto allo scorso anno. La società ha registrato una perdita di 12,5 milioni l'anno scorso, che quest'anno dovrebbe salire a 17 milioni, secondo i dati diffusi da Bloomberg. I ricavi di Trulia, invece, sono previsti in aumento del 76% quest'anno fino a circa 253 milioni dollari, più che raddoppiati rispetto all'anno precedente. La società con sede a San Francisco ha riportato una perdita netta di 17,8 milioni lo scorso anno, che si prevede in aumento a 60,6 milioni di dollari quest'anno.
Anche in Italia negli ultimi anni i portali web di annunci hanno messo a segno numerose acquisizioni: Idealista.it, Immobiliare.it e Casa.it detengono le quote maggiori di mercato e secondo diverse strategie di recente hanno stretto numerose partnership con altri attori, sia per ampliare la loro visibilità all'estero sia per rendere sempre più performanti i loro servizi. 

a cura di www.ilsole24ore.com

Videosorveglianza e privacy, andare d'accordo si può

06/08/2014

PISA - Massimiliano Troilo, Managing Director HikVision Italy, è stato chiamato a moderare – prima volta che un rappresentante dell'industria svolge questo ruolo – una tavola rotonda nel corso del Privacy Day Forum 2014. Tema: “La videosorveglianza urbana”. Come è stato affrontato e come potrà evolversi questo “conflitto” tra il tema della privacy e la videosorveglianza, intesa come tecnologia invasiva? Troilo è ottimista. Sanate alcune lacune in termini di informazione e con una maggiore vicinanza da parte dell'industria alle istituzioni e a chi si occupa di privacy, è certo che la nuova tecnologia, con tutta la parte relativa alla programmazione e alla flessibilità del networking, possa andare incontro in modo significativo alle esigenze di una maggiore sicurezza e deterrenza ma al tempo stesso a quelle dei vari soggetti coinvolti, chiamati sempre a un confronto costruttivo e a cercare punti di incontro, che ora paiono assolutamente possibili. 

a cura della Redazione di www.secsolution.it

Distruzione di un dato documentale e sanzioni: cosa è bene sapere

06/08/2014

PISA - La distruzione del dato documentale richiederebbe un vero e proprio vademecum. Come può un'azienda non incorrere in sanzioni o in una perdita di immagine? Lo spiega Simone Di Piazza, Amministratore di F.lli Di Piazza. 
Come indica il Codice Privacy, è buona norma che l'azienda che deve smaltire rifiuti sensibili nomini “Responsabile esterno al trattamento” chi è chiamato a effettuare questa delicata operazione. Per cautelarsi al massimo, si devono acquisire i nomi delle singole persone che porteranno a termine questo processo, in modo che, se dovessero presentarsi problemi, siano queste stesse ad essere chiamate in causa.
In questo modo, si possono evitare sanzioni amministrative, civile e penali. Purtroppo in Italia il livello di sensibilità e attenzione è ancora piuttosto scarso, basti pensare che è ancora diffusa la convinzione che il gesto di gettare dati nel cestino dei rifiuti o nel cassonetto sia garanzia della distruzione di un dato, che invece rimane pericolosamente “in vita”.

a cura della Redazione di www.secsolution.it

É arrivato l'attestato di qualità per gli esperti di privacy

06/08/2014

MILANO -  La riforma sulle professioni introdotta lo scorso anno ha posto le basi che permettono a cittadini e imprese di godere di maggiore trasparenza quando si apprestano a intrattenere rapporti con professionisti non appartenenti a una categoria organizzata in ordini o collegi. Si possono citare come esempio avvocati, ingegneri, commercialisti. 
La legge n.4 del 2013 consente infatti a categorie come quelle dei tributaristi e degli amministratori di condominio di non essere più classificati come professionisti di serie B: possono avere un' identità definita mediante l'adesione ad associazioni professionali, tra i cui compiti vi sono quelli di stabilire l'aggiornamento professionale, la valorizzazione delle competenze degli associati e la vigilanza sul loro operato in base a codici deontologici e standard. 
Questi stessi codici e standard devono essere stabiliti dalle associazioni, che devono provvedere all’istituzione di sportelli di informazione e di risoluzione delle controversie a beneficio dei consumatori, con la possibilità di rilasciare attestati di qualità agli aderenti che soddisfino un insieme minimo di requisiti. 
Tra le associazioni inserite nell'elenco per le professioni non organizzate, detenuto dal Ministero Sviluppo Economico, vi è Federprivacy, che rappresenta la categoria dei privacy officer e consulenti della privacy, ovvero gli esperti di data protection. Il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, ha così commentato: “La nostra associazione, grazie alla riforma delle professioni, è adesso legittimata a rilasciare agli iscritti un attestato di qualità, che rappresenta un vero e proprio DNA professionale, nel quale sono contenute una serie di informazioni di estrema utilità per consumatori e imprese. Grazie a questo attestato nominativo, che abbiamo deciso di racchiudere in un pratico tesserino plastificato munito di fotografia, datori di lavoro e clienti possono sapere in modo attendibile se il professionista possiede effettivamente certe competenze, se è dotato di una copertura assicurativa, se ha conseguito una o più certificazioni, se ha curato il proprio aggiornamento professionale, e anche l'assenza di pregiudizievoli riguardanti la sua etica, dato che in base alla Legge 4/2013 abbiamo anche il compito di vigilare sulla condotta dei nostri associati”. Rimanendo in tema di privacy, in attesa del regolamento europeo sulla protezione dei dati che, come è noto, sostituirà il nostro attuale Codice della Privacy, le certificazioni delle professionalità basate sulla Norma ISO 17024 e il rilascio degli attestati di qualità rilasciate dalle associazioni ai sensi della Legge 4/2013, si stanno sempre più affermando come strumenti idonei a verificare le competenze dei professionisti che non appartengono a un albo tradizionale. Ricordiamo infatti che il trattamento di dati è classificato come attività pericolosa ai sensi dell'art.2050 del Codice Civile. Chi seleziona un candidato a una posizione che richiede competenze nel settore della data protection deve quindi prestare attenzione a non designare in modo incauto queste figure, con il rischio di incorrere in sanzioni e richieste di risarcimenti.

www.federprivacy.it

a cura della Redazione di www.secsolution.it

Comunicazione di servizio - Chiusura estiva

06/08/2014

SAET Milano rispetterà il seguente periodo di chiusura estiva: dall'11 al 22 agosto.
Da parte di tutto lo staff l'augurio ai lettori di una serena estate!

SLO = Security Liaison Officer oppure = Security Lost Opportunity?

01/08/2014

ROMA - SLO sta per Security Liaison Officer oppure per Security Lost Opportunity?

Starà all'Europa, cui ormai l'Italia ha passato il testimone, scegliere se rendere questa nuova figura una vera opportunità per chi gestisce Infrastrutture Critiche o se finirà in un buco nell'acqua.
Certo è che, di fronte ad una direttiva europea (la 114 del 2008) che conia la professione del Security Liaison Officer lasciando in bianco essenzialmente tutto ciò che la riguarda (formazione, competenze, responsabilità), il concetto di SLO potrebbe trasformarsi in burletta.
Oppure in opportunità per i paesi membri, che sono stati chiamati a dire la loro in un programma che ha visto l'Italia in posizione di spicco. Il progetto SLO ha attivato una vasta raccolta di informazioni tramite questionari e una serie di Caffè Workshop, che hanno visto ASIS e Università Campus Bio-medico impegnati molto attivamente.
La sintesi di questi sforzi è stata presentata ieri, niente meno che nella nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Una location d'eccellenza in linea con l'eccellenza dei contributi portati alla tavola rotonda, che ha visto alternarsi al podio figure di spicco della divisione security di ENAV, ENI, Ferrovie dello Stato e della stessa Camera dei Deputati. Tutte infrastrutture senza dubbio critiche e che appoggiano l'idea di SLO purché si ponga l'accento sulla questione delle responsabilità. Perché è lì che si inciampa quando si scatena una crisi.

E allora che responsabilità avrà questo Security Liaison Officer?
Premesso che l'unico driver normativo lo ha ad oggi posto la Romania - con un ovvio approccio dirigistico, il punto di caduta finale è risultato essere questo: lo SLO deve operare da trait d'union tra l'infrastruttura critica (pubblica o privata) e le diverse istituzioni di riferimento. Deve quindi vantare una profonda conoscenza dell'infrastruttura (da cui la generale propensione a ritenerlo nominabile tra le figure interne), un livello culturale accademico (anche se non obbligatoriamente di matrice militare) e un aggiornamento continuo. Deve essere in grado di interloquire con i vertici dell'infrastruttura critica e con i livelli più alti delle istituzioni tutorie: per lo SLO si ipotizza dunque un ruolo più strategico e previsionale che strettamente operativo. Secondo la maggioranza degli intervistati, lo SLO non coincide dunque con il CSO, ma deve vantare una posizione apicale all'interno del Dipartimento di Sicurezza o dello stesso Consiglio di Amministrazione.

a cura della Redazione di www.secsolution.it

In inchiesta pubblica finale il progetto di norma che riguarda il profilo del professionista della security

01/08/2014

MILANO - Lo scorso 2 luglio sono entrati in inchiesta pubblica finale, quindi con un testo elaborato e approvato dall'organo tecnico competente e revisionato nei suoi aspetti qualitativi e formali, quattro nuovi progetti di norma.
Tra questi citiamo il progetto U63000050, che sostituisce la norma UNI10459:1995 e che definisce i requisiti relativi all’attività professionale coinvolta nel processo di security, ossia la persona le cui conoscenze, abilità e competenze sono tali da garantire la gestione complessiva del processo.
Il documento delinea tre livelli, secondo il Quadro europeo delle qualifiche (EQF), del profilo di professionista della security in funzione dei contesti organizzativi di diversa complessità e/o di attività nei quali opera, costituendo un utile supporto per le organizzazioni che possono meglio orientare le scelte sul professionista con il livello più adatto alle proprie esigenze. 
La Commissione di riferimento è Sicurezza della società e del cittadino. 

www.uni.com

a cura della Redazione di www.secsolution.it

Tutelare la privacy uguale a garantire la libertà individuale

01/08/2014

La privacy ai tempi del Datagate. 
É l'argomento su cui si sofferma Domenico Laforenza, Presidente CNR Area della Ricerca di Pisa. 
Lo scandalo ha accelerato un processo che era già in atto, facendo prendere una maggiore consapevolezza, tanto a livello di stati quanto a livello di cittadini, dell'importanza dei dati e del diritto alla tutela della privacy. 
L'Europa ha quindi accelerato i processi per giungere a un Regolamento europeo e gli stessi Stati Uniti hanno reso più stringenti le norme per la tutela dei dati, che si è compreso essere sinonimo di tutela della libertà stessa del cittadino.

a cura della Redazione di www.secsolution.it

Cosa prevede il Garante della Privacy in tema di cancellazione dei dati

01/08/2014

Non è sufficiente il cestino di Windows per cancellare dati sensibili. Su questo punto, come rimarca Paolo Salin, Country Director Kroll Ontrack, il Garante è molto preciso. Due le possibilità: utilizzare un software che effettua sovrascritture, praticando una definitiva e accurata cancellazione, o strumenti che applicano una demagnetizzazione, con il medesimo risultato. Il rischio, se non si ottempera la normativa sul tema, è di incorrere in sanzioni e richieste di risarcimento e, nei casi più gravi, di finire nel penale. 

a cura della Redazione di www.secsolution.it

Il Garante interviene in merito ai dispositivi di localizzazione dei veicoli in ambito lavorativo

17/07/2014

ROMA - Recentemente il Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, si è espresso in merito ai sistemi di localizzazione dei veicoli. Utilizzati nell'ambito di un rapporto di lavoro per soddisfare esigenze diverse, organizzative e di sicurezza, questi sistemi consentono di localizzare la posizione dei lavoratori assegnatari dei veicoli stessi. I dati relativi, essendo direttamente o indirettamente associati ai lavoratori, costituiscono però anche informazioni personali riferibili a questi ultimi e devono pertanto essere adeguatamente trattati. In relazione a questo argomento, il Garante ha adottato nel tempo alcune decisioni. Già il "Gruppo di lavoro articolo 29", nel Parere 13/2011, era dedicato alla protezione dei dati relativo ai servizi di geolocalizzazione su dispositivi mobili intelligenti (WP 185, adottato il 16 maggio 2011, p. 15). In esso si afferma che "il datore di lavoro deve evitare il monitoraggio costante. I dispositivi di tracciamento dei veicoli non sono dispositivi di tracciamento del personale. La loro funzione consiste nel rintracciare o monitorare l'ubicazione dei veicoli sui quali sono installati.
I datori di lavoro non dovrebbero considerarli come strumenti per seguire o monitorare il comportamento o gli spostamenti di autisti o di altro personale, ad esempio inviando segnali d'allarme in relazione alla velocità del veicolo". Inoltre, riconoscendo che "il consenso come motivo di legittimazione del trattamento è problematico in un contesto lavorativo", ha auspicato che i datori di lavoro devono accertarsi che sia possibile dimostrare la necessità di vigilare sull'esatta ubicazione dei dipendenti per una finalità legittima e valutare tale necessità a fronte dei diritti e delle libertà fondamentali dei dipendenti. Come è facile intuire, la materia è complessa e ricca di implicazioni. Fermo restando che:il trattamento dei dati di localizzazione deve formare oggetto di notificazione al Garante, in linea generale i principi espressi su questo tema dal Garante stesso nell'ottobre scorso si ispirano a quelli sopra indicati e possono essere sintetizzati come segue. Devono essere individuate le condizioni di liceità e necessitàopportunità di tali trattamenti, dando attuazione all'istituto del c.d. bilanciamento di interessi; oltre alla disciplina di protezione dei dati personali, deve essere rispettata la disciplina dettata dall'art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, relativa alla tutela della libertà e dignità dei lavoratori; se sono adottate tutte le garanzie previste, i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono effettuare lecitamente il trattamento dei dati personali (diversi da quelli sensibili) anche in assenza del consenso degli interessati.
Il Garante precisa che per il conseguimento di ciascuna delle finalità possono formare oggetto di trattamento solo i dati pertinenti e non eccedenti (ubicazione del veicolo, distanza percorsa, tempi di percorrenza, carburante consumato, velocità media del veicolo). Per quanto riguarda i tempi di conservazione delle diverse tipologie di dati personali eventualmente trattati, questi devono essere commisurati alle finalità in concreto perseguite. Un dato importante riguarda i lavoratori, ai quali dovranno essere forniti gli elementi informativi prescritti dall'art. 13 del Codice, unitamente a compiuti ragguagli sulla natura dei dati trattati e sulle caratteristiche del sistema, in modo che risulti evidente che il veicolo è soggetto a localizzazione (dovranno essere collocati all'interno dei veicoli vetrofanie recanti la dizione "veicolo sottoposto a localizzazione"). 

a cura della Redazione di Sec Solution

 

Presentati i dati del mercato italiano della sicurezza all'Assemblea ANIE 2014

17/07/2014

Ha tenuto anche nel 2013 il mercato italiano della sicurezza: 2,061 miliardi il fatturato dell'industria (+ 0,97%) e 1.895 miliardi il mercato interno (+1,06%). Stabile il saldo attivo  import/export a 166 milioni.
Nel dettaglio, l'anti incendio è aumentato dello 0,5%, la building automation dello 0,3% e l'anti intrusione dell'1,3%. In questo comparto, si sono attenuate rispettivamente la crescita della videosorveglianza (+2,5%) e la diminuzione dell'anti intrusione con il monitoraggio centralizzato  (-1,8%).
Rosario Romano, rieletto dall'Assemblea del 2 luglio alla presidenza di ANIE Sicurezza per il biennio 2014/2015, ha dichiarato a Essecome:"Abbiamo voluto confermare il ruolo di ANIE Sicurezza come leader della filiera, rappresentando i costruttori, i distributori, i systems integrator e gli installatori. Nel prossimo biennio, la nostra azione sarà rivolta in particolare alla formazione degli operatori, per tutelare e valorizzare il capitale umano delle nostre aziende che, per il 95%, sono piccole e micro-imprese che lavorano con capitali propri, date le perduranti difficoltà ad accedere ai finanziamenti da parte del sistema bancario".
All'assemblea annuale della Federazione ANIE, tenuta nello stesso giorno con la presidenza di Claudio Andrea Gemme, è stato tracciato il quadro sul futuro dell'industria italiana (Quattropuntozero), con un'analisi del fenomeno di re-shoring in atto da parte dei principali gruppi industriali.
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, invitato  all'Assemblea di ANIE, ha sottolineato il ruolo trainante per l'intera economia italiana dell'area metropolitana milanese, in particolare per le tecnologie avanzate rappresentate da ANIE. Ha inoltre dichiarato che EXPO 2015 rappresenta una grande occasione per il sistema-paese e l'azione dell'autorità  giudiziaria delle ultime settimane è giunta al momento opportuno per impedire che le infiltrazioni malavitose  e la corruzione compromettessero in modo irrecuperabile l'evento.

a cura della Redazione di www.securindex.com

Videosorveglianza e rispetto della privacy, Federprivacy propone un sondaggio

27/06/2014

AREZZO - In occasione della prossima edizione del Privacy Day Forum sarà presentato uno studio di Federprivacy su telecamere e privacy, il cui obiettivo è quello di offrire un quadro chiaro sulle opinioni dei cittadini a tale riguardo. Le telecamere rappresentano senz'altro uno strumento fondamentale per documentare fatti di cronaca e spesso rivelano la vera e propria soluzione di un caso. Cresce però i pari passo anche il disagio del cittadino, spesso diviso tra la necessità di sentirsi protetto e quella di difendere la propria sfera privata.
Il Garante è stato spesso impegnato a tutelare la privacy dei cittadini in presenza di sistemi di videosorveglianza, pronunciandosi in numeorse occasioni i proposito, al punto da dover emanare periodicamente anche specifici provvedimenti generali, nel 2004 e nel 2010. La stessa Authority sta lavorando in questo periodo per aggiornare le regole, in modo che la normativa in materia rimanga al passo con la tecnologia. Occorre però fare maggiore chiarezza sul pensiero dei cittadini su queste tematiche e per questo Federprivacy ha indetto sul proprio sito istituzionale il sondaggio aperto al pubblico “Telecamere & Cittadini: quanto è tutelata la tua privacy?”. L'associazione dei Privacy Officer si è posta l'obiettivo di elaborare un quadro generale che rappresenti il clima complessivo che gli italiani respirano a proposito del binomio videosorveglianza-tutela della riservatezza. I risultati dello studio, prima ancora di essere messi a disposizione degli addetti ai lavori e di poter essere consultati sul sito di Federprivacy, saranno presentati in anteprima al 4° Privacy Day Forum (in programma il prossimo 9 maggio al CNR di Pisa).
La videosorveglianza sarà al centro del dibattito, con la tavola rotonda istituzionale intitolata: “La Videosorveglianza nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro” coordinata da Antonio Ciccia, avvocato, di Italia Oggi, e alla quale parteciperanno Claudio Filippi, vice segretario generale del Garante, il prefetto di Pisa Francesco Tagliente, il direttore della DPL di Pisa Anna Maria Venezia, e Massimiliano Troilo, managing director di Hikvison Italy. Il Presidente di Federprivacy Nicola Bernardi ha invitato tutti a partecipare a questo sondaggio, che vorrebbe coinvolgere “i cittadini che nelle loro realtà quotidiane vengono ogni giorno a contatto con le telecamere.
Vogliamo conoscere l'opinione delle persone comuni – ha aggiunto - per tenerla in preziosa considerazione quando ci confrontiamo con le istituzioni su questi temi, in modo che anche gli addetti ai lavori sappiano poi quali sono gli orientamenti da seguire nelle loro attività per andare incontro alle esigenze del territorio. Dobbiamo fare ogni sforzo per conciliare la necessità di sicurezza pubblica con la tutela della sfera privata, rispettando la normativa che la regola, e sfruttando al contempo le grandi opportunità che ci dà il progresso tecnologico. Tutto questo non potrà che andare a beneficio degli utenti a cui desideriamo dare sempre una maggiore trasparenza e certezza del rispetto della privacy”. 
Il tema delle telecamere e della tutela della riservatezza è un tema quanto mai attuale. Tra i vari convegni sull'argomento si segnala quello organizzato da Federprivacy per il prossimo 11 aprile ad Arezzo. La tavola rotonda dal titolo “Videosorveglianza & luoghi di lavoro”, vedrà la presenza della Direzione provinciale del lavoro e del Presidente dell'ordine dei consulenti del lavoro, con molti addetti ai lavori provenienti da tutta Italia. Obiettivo è quello di ottenere risposte concrete alle problematiche che sorgono ogni volta che le aziende che si avvalgono di telecamere si trovano a dover rispettare il Codice della Privacy e al tempo stesso lo Statuto dei Lavoratori.

a cura della Redazione di www.secsolution.com

Videosorveglianza e privacy, andare d'accordo si può

27/06/2014

PISA - Massimiliano Troilo, Managing Director HikVision Italy, è stato chiamato a moderare – prima volta che un rappresentante dell'industria svolge questo ruolo – una tavola rotonda nel corso del Privacy Day Forum 2014. Tema: “La videosorveglianza urbana”. Come è stato affrontato e come potrà evolversi questo “conflitto” tra il tema della privacy e la videosorveglianza, intesa come tecnologia invasiva? Troilo è ottimista. Sanate alcune lacune in termini di informazione e con una maggiore vicinanza da parte dell'industria alle istituzioni e a chi si occupa di privacy, è certo che la nuova tecnologia, con tutta la parte relativa alla programmazione e alla flessibilità del networking, possa andare incontro in modo significativo alle esigenze di una maggiore sicurezza e deterrenza ma al tempo stesso a quelle dei vari soggetti coinvolti, chiamati sempre a un confronto costruttivo e a cercare punti di incontro, che ora paiono assolutamente possibili. 

a cura della Redazione di www.secsolution.com

Distruzione di un dato documentale e sanzioni: cosa è bene sapere

27/06/2014

PISA - La distruzione del dato documentale richiederebbe un vero e proprio vademecum. Come può un'azienda non incorrere in sanzioni o in una perdita di immagine?
Come indica il Codice Privacy, è buona norma che l'azienda che deve smaltire rifiuti sensibili nomini “Responsabile esterno al trattamento” chi è chiamato a effettuare questa delicata operazione. Per cautelarsi al massimo, si devono acquisire i nomi delle singole persone che porteranno a termine questo processo, in modo che, se dovessero presentarsi problemi, siano queste stesse ad essere chiamate in causa. In questo modo, si possono evitare sanzioni amministrative, civile e penali. Purtroppo in Italia il livello di sensibilità e attenzione è ancora piuttosto scarso, basti pensare che è ancora diffusa la convinzione che il gesto di gettare dati nel cestino dei rifiuti o nel cassonetto sia garanzia della distruzione di un dato, che invece rimane pericolosamente “in vita”.

a cura della Redazione di www.secsolution.com

SLO = Security Liaison Officer oppure = Security Lost Opportunity?

27/06/2014

ROMA - SLO sta per Security Liaison Officer oppure per Security Lost Opportunity?

Starà all'Europa, cui ormai l'Italia ha passato il testimone, scegliere se rendere questa nuova figura una vera opportunità per chi gestisce Infrastrutture Critiche o se finirà in un buco nell'acqua.
Certo è che, di fronte ad una direttiva europea (la 114 del 2008) che conia la professione del Security Liaison Officer lasciando in bianco essenzialmente tutto ciò che la riguarda (formazione, competenze, responsabilità), il concetto di SLO potrebbe trasformarsi in burletta.
Oppure in opportunità per i paesi membri, che sono stati chiamati a dire la loro in un programma che ha visto l'Italia in posizione di spicco. Il progetto SLO ha attivato una vasta raccolta di informazioni tramite questionari e una serie di Caffè Workshop, che hanno visto ASIS e Università Campus Bio-medico impegnati molto attivamente.
La sintesi di questi sforzi è stata presentata ieri, niente meno che nella nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Una location d'eccellenza in linea con l'eccellenza dei contributi portati alla tavola rotonda, che ha visto alternarsi al podio figure di spicco della divisione security di ENAV, ENI, Ferrovie dello Stato e della stessa Camera dei Deputati. Tutte infrastrutture senza dubbio critiche e che appoggiano l'idea di SLO purché si ponga l'accento sulla questione delle responsabilità. Perché è lì che si inciampa quando si scatena una crisi.

E allora che responsabilità avrà questo Security Liaison Officer?
Premesso che l'unico driver normativo lo ha ad oggi posto la Romania - con un ovvio approccio dirigistico, il punto di caduta finale è risultato essere questo: lo SLO deve operare da trait d'union tra l'infrastruttura critica (pubblica o privata) e le diverse istituzioni di riferimento. Deve quindi vantare una profonda conoscenza dell'infrastruttura (da cui la generale propensione a ritenerlo nominabile tra le figure interne), un livello culturale accademico (anche se non obbligatoriamente di matrice militare) e un aggiornamento continuo. Deve essere in grado di interloquire con i vertici dell'infrastruttura critica e con i livelli più alti delle istituzioni tutorie: per lo SLO si ipotizza dunque un ruolo più strategico e previsionale che strettamente operativo. Secondo la maggioranza degli intervistati, lo SLO non coincide dunque con il CSO, ma deve vantare una posizione apicale all'interno del Dipartimento di Sicurezza o dello stesso Consiglio di Amministrazione.

a cura della Redazione di www.secsolution.com

Agevolazioni fiscali per tutto il 2014 per le ristrutturazioni e installazioni e sostituzioni impianti d’allarme

10/06/2014

Chi installa nella propria abitazione un sistema di segnalazione allarme intrusione può fruire della detrazione d’imposta Irpef fino al 31 dicembre 2014. 
Dalla legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014), che ha prorogato al 31 dicembre 2014 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), sempre con il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, è stabilita una detrazione del 40% per le spese che saranno sostenute nel 2015.
Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.

A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
■ rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
■ apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
■ porte blindate o rinforzate
■ apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
■ installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
■ apposizione di saracinesche
■ tapparelle metalliche con bloccaggi
■ vetri antisfondamento
■ casseforti a muro
■ fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
■ apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline

Chi può usufruire della detrazione?

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:
. proprietari o nudi proprietari
. titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
. locatari o comodatari
. soci di cooperative divise e indivise
. imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
. soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali. 
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.
In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione. 
Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. 
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:
. è stato immesso nel possesso dell’immobile
. esegue gli interventi a proprio carico
. è stato registrato il compromesso.
Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Per maggiori informazioni visiti la pagina dedicata dell' agenzia entrate:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Ristrutturazioni+edilizie+le+agevolazioni+fiscali/Guida_ristrutturazioni_maggio+2014.pdf

SAET Italia presenta il nuovo sensore volumetrico DT PLATINO

10/06/2014

DT PLATINO è un rivelatore volumetrico a doppia tecnologia ,composto da una sezione a Microonde (MW) e una sezione ad Infrarosso Passivo (PIR). Destinato ad istallazioni altamente professionali, si distingue per il sistema GLAS (Global Antimasking System),  un  abbinamento tra l’antimascheramento sulla microonda, l' antimascheramento attivo sull’infrarosso, e il sistema ABP1 / ABP2, (anti occultamento dell’intruso), che rende il sensore insabotabile.
Set di Resistenze DEOL di fine linea per l il singolo e triplo bilanciamento dei nostri Sistemi. La portata di 18m e la possibilità di alloggiare lo snodo HUB ne esaltano la flessibilità installativa.

Sensore DT da interno con Antimascheramento uscita reed  
Cod. PA6060
Rivelatore volumetrico a doppia tecnologia composto da una sezione a Microonde (MW) e una sezione ad Infrarosso Passivo (PIR). Destinato ad istallazioni altamente professionali. Doppio Antimascheramento sulla Microonda e sull'Infrarosso, funzione Accecamento (OR temporaneo) per la rilevazione di tentativi di auto occultamento dell'intruso.
Compensazione automatica della temperatura (-10 °C / + 55 °C).
Portata della MW regolabile tramite trimmer.
Modalità di rilevazione: AND - OR. Sensibilità regolabile su due livelli. Copertura massima: 90° a 18 mt.
Resistenze di fine linea selezionabili e programmabili con dip Swatch.
Assorbimento: 26mA (in memoria allarme) - 12mA (in stand by).
Anti Fluorescent digital processing
Microonda: 8dBm 10,525 Ghz. Lente di Fresnel a 18 fasci su 4 piani con Look Down Zone. Con emissione impulsata a basso impatto ambientale
Blocco Microonda selezionabile
Memoria del tipo di allarme temporizzata
Installabile sia a parete che a soffitto tramite snodo Hub (optional non compreso).
Colore: bianco. Dimensioni: 108 x 64 x 46 mm.

Sensore DT da interno con Antimascheramento con interfaccia seriale
Cod. PA6061 
Come PA6060 ma consente il collegamento per le nostre centrali a linea bus seriale Current Loop.
Regolazione tramite Touch screen della Centrale Facile, Tool di programmazione e portale Web dei seguenti parametri:
– portata
– antimascheramento (inclusione / esclusione)
– antiaccecamento (inclusione / esclusione)
– logica di funzionamento AND / OR
– livello di sensibilità (bassa / alta)
– set Home-Industrial. Se settato in Home spegne la microonda con zona disattivata
– led ON / led OFF.

Per ulteriori info:
http://www.saetitalia.it/antifurto/sensore-dt-platino-con-doppio-antimascheramento-uscita-reed-con-portata-di-rivelazione-fino-a-18m-224.html

a cura della redazione di securindex.com

Videosorveglianza negli spazi comuni di un edificio, da Messina una sentenza interessante

07/03/2014

MESSINA - Se a beneficiarne è la sicurezza, allora “sì” al sistema di videosorveglianza negli spazi comuni di un edificio senza timori di violazione della privacy. Ad affermare questo principio è la Cassazione, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso del proprietario di un palazzo di Messina a cui era stato imposto di rimuovere l'impianto di videosorveglianza posto sul cancello e sul portone d'ingresso del fabbricato che aveva installato a seguito di alcune intimidazioni risalenti a due anni prima. La Suprema Corte ha ribaltato il verdetto del Tribunale di Messina, affermando il principio che: “se l'azione, pur svolgendosi in luoghi di privata dimora, può essere liberamente osservata dagli estranei, senza ricorrere a particolari accorgimenti (nella specie si tratta dello spazio, esterno del fabbricato, intercorrente fra il cancello e il portone d'ingresso), il titolare del domicilio non può accampare una pretesa alla riservatezza”.
Per quanto riguarda la questione specifica, la Prima sezione civile annota che era stata l'assegnataria di un immobile del suocero, proprietario dell'intero stabile, a rivendicare una violazione della privacy. L'inquilina sosteneva inoltre che le minacce risalivano a due anni prima rispetto alla predisposizione dell'impianto di videosorveglianza. La tesi difensiva era stata accolta dal Tribunale di Messina che, nell'aprile 2009, aveva ordinato la rimozione dell'impianto. La Prima Sezione Civile della Cassazione, nella sentenza n.14346, capovolge il verdetto, acccogliendo il ricorso del proprietario del palazzo.
Queste le motivazioni: “con riferimento al criterio fondato sulla verifica di eventuali interferenze illecite nella vita privata, l'installazione dell'impianto di videosorveglianza non è lesivo della privacy”. Vien inoltre rimarcato il fatto che “le aree comuni non rientrano nei concetti di “domicilio”, “privata dimora” e neppure “'appartenenze di essi”. Queste denominazioni individuano una particolare relazione del soggetto con l'ambiente in cui si svolge la sua vita privata, in modo da sottrarla a ngerenze esterne indipendentemente dalla sua presenza”. La Suprema Corte, sul caso in questione, sottolinea anche che “i luoghi sottoposti a videosorveglianza sono destinati all'uso di un numero indeterminato di soggetti e di conseguenza la tutela penalistica non si estende alle immagini eventualmente qui riprese”.

www.repubblica.it

a cura della Redazione di Sec Solution

“Misure per la crescita del paese”: le detrazioni comprendono anche interventi per la sicurezza

07/03/2014

MILANO - L’aumento al 50% della detraibilità dall’IRPEF degli interventi di ristrutturazione delle unità residenziale a uso privato effettuati fino al 30 giugno 2013, fino al tetto massimo di 96.000 euro (che va a sostituire la nota detrazione del 36%): è stato decretato con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012 – Supplemento Ordinario n.129 del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012 “Misure per la crescita del paese” (Sviluppo Economico). Diversi gli interventi che riguardano la sicurezza fisica e che possono beneficiare di questi incentivi. Si distingue tra questi l’installazione di rilevatori di apertura e di effrazione dei serramenti; fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati, ossia i sistemi di videosorveglianza, sistemi e centraline di prevenzione furti; casseforti, porte blindate, serrature, dispositivi e altri mezzi di sicurezza passiva.
Ogni unità abitativa potrà quindi recuperare fino a 48.000 euro sotto forma di credito di imposta da usufruire in sede di dichiarazione dei redditi, in 10 rate annuali di importo uguale, per le spese sostenute tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013. Per i contribuenti che hanno compiuto 75 e 80 anni di età, il periodo di recupero si riduce a 5 e a 3 anni. A beneficiare di questa agevolazione saranno anche coloro che hanno intrapreso i lavori prima che il decreto entrasse in vigore e che sosterranno i relativi oneri in un momento successivo. I pagamenti dovranno essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, indicando la causale con gli estremi della fattura, il codice fiscale della persona che paga e la partita Iva del beneficiario.

www.ilsole24ore.com

a cura della Redazione di Sec Solution

Istat: produzione industriale a giugno +0,9%, + 0,4% tendenziale

06/08/2014

Lo scorso giugno la produzione industriale ha segnato un aumento dello 0,9% destagionalizzato rispetto al precedente mese di maggio. Lo rende noto l'Istat aggiungendo che, in termini tendenziali la produzione, corretta per gli effetti del calendario, ha segnato un aumento dello 0,4%. Nella media del primo semestre la produzione ha segnato un aumento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Nella media del trimestre aprile-giugno 2014 la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Rivisto al rialzo il dato congiunturale del primo trimestre, con una produzione industriale in aumento dello 0,1% (da -0,1%).
A giugno, prosegue l'Istat, l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti di beni strumentali (+2,6%), dei beni di consumo (+2,5%: risultato migliore da maggio 2013) e dell'energia (+0,3%) mentre segna una variazione negativa il comparto dei beni intermedi (-0,2%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2014, un solo aumento tendenziale nel raggruppamento dei beni di consumo (+3,5%).
Diminuiscono invece l'energia (-1,4%), i beni intermedi (-1,3%) e i beni strumentali (-0,1%). Per quanto riguarda i settori di attivita' economica, a giugno 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+4%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione ed orologi (+3,9%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,2%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attivita' estrattiva (-11,7%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,8%).

a cura di www.ilsole24ore.it

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